
Foglie d'erba, la raccolta di poesie che Whitman andò continuamente ampliando dal 1855 al 1892, è un fiume straripante che trascina con sé, nel suo inarrestabile scorrere, ogni palpito di vita. È respiro vitale, corporeità selvatica, sesso, erotismo, speranza, allegria, esaltazione insieme dell?individuo e della massa, del singolo e dell?uguaglianza. È puro presente, immanenza, istantaneità. Foglie d'erba è tutto questo, tutto questo è stato Walt Whitman: «Un cosmo, di Manhattan il figlio turbolento, carnale, sensuale, che mangia, che beve e procrea», come il poeta amava parlare di sé. E tanta irruente baldanza Giuseppe Conte, curatore di questa edizione ed egli stesso poeta, è andato rintracciando nel suo personale attraversamento di Foglie d'erba, alla ricerca delle poesie più possenti, più trascinanti, più capaci di fondare una nuova mitologia poetica.