
"Immergendosi in questa fascinosa novella, dalla struttura letterariamente perfetta, il lettore affezionato di Gregor von Rezzori difficilmente resisterà al richiamo insidioso dell’autore che, a distanza ormai di quarant’anni – anni «lunghissimi», nei quali davvero è accaduto un intero mondo –, torna a visitare le larve tarlate delle proprie figure, i bambini incantati dell’Ermellino, e con piena consapevolezza del sacrilegio che sta compiendo, le richiama in vita ancora una volta per mostrarne lo smacco, l’uscita ingloriosa dalla sfera del mito e i diversi esiti del prosaico loro processo di adattamento al mondo, all’insegna della compromissione e della perdita...Nel tempo «sospeso» tra le due guerre mondiali, due adolescenti – l’io narrante e la sorella Tanja, di pochi anni più grande – tornano nella casa della loro infanzia, nella remota Bucovina, per assistere al funerale dello zio Sergej, morto suicida. Questo ritorno sarà per loro occasione di un amaro rendiconto, che sancirà irrevocabilmente la fine dell’incanto dell’infanzia e insieme la fine di un mondo che, in realtà già tramontato nel tempo immobile della loro fanciullezza, era stato tenuto artificialmente in vita dalle finzioni familiari e dallo stesso ingenuo romanticismo con cui fratello e sorella avevano mitizzato, rendendola appunto «letteraria», la vita loro e della loro composita famiglia."dalla postfazione di Andrea Landolfi