
In questo periodo in cui l’Italia è costretta ai domiciliari a causa dell’ennesima malattia misteriosa comparsa dall’inizio dell’era nucleare (1940, Progetto “Manhattan”), definita “Coronavirus”, approfitto del tempo a disposizione per creare una specie di “libreria della resistenza al cartello bancario” composta da testi scritti il secolo scorso, principalmente negli Stati Uniti, e mai tradotti in italiano da dopo l’occupazione del nostro paese. Ogni autore ha una storia a sé e un modo personale di esporre la questione del Cartello Bancario che spesso gli è costato parecchio in termini di persecuzione, sia personale che della famiglia, e Lindbergh non fa eccezione. (Si ricordi il famoso rapimento e l’uccisione del nipote, di soli due anni, primogenito dell’omonimo figlio, nel 1932...). Quello che colpisce in questi testi del secolo scorso, è la straordinaria attualità degli argomenti e dei temi che, nella massima parte, sono validi tutt’oggi e tutt’ora irrisolti.Nonostante che l’argomento del Cartello Bancario, che è strettamente legato all’incredibile privilegio “concesso” alle banche di creare denaro clandestinamente, stia faticosamente venendo a conoscenza del largo pubblico, il testo qui tradotto serve per identificare l’origine storica ed i tentativi che vennero fatti per porvi un freno negli stessi Stati Uniti. E’ una lettura che consiglierei alla seconda Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Sistema Bancario e Finanziario che sta faticosamente vedendo alla luce in Italia, nonché a tutte le scuole, del regno bancario, di ogni ordine e grado. A questo proposito vorrei riportare qui una prova forense della cospirazione ordita contro il Tesoro statunitense che ho ritrovato in un documento del 1910 ( History for ready reference from the best historians, biographers, and specialists..., Vol.7, 1910, p. 269 arn/historyforready07larn.pdf ) e che ha dei paralleli inquietanti con quanto avvenuto in Italia con la Tesoreria di Stato che è oggi completamente in mano al cartello bancario attraverso la “Banca d’Italia”: “La proposta che sembra guadagnare più terreno è quella di creare una grande banca semi-governativa da aggiungere al nostro sistema attuale. A questa banca verrebbero trasferiti immediatamente i depositi governativi ora nelle banche nazionali, e più tardi gran parte delle riserve delle banche nella riserva centrale, ed eventualmente anche le città di riserva. Come tutto il resto, la banca dovrebbe essere un'evoluzione. Passerebbero anni prima che la banca si ponga nella sua giusta posizione ed eserciti i suoi pieni poteri. Gradualmente, si spera, il Tesoro degli Stati Uniti potrebbe essere eliminato, e il governo tolto dal business bancario. Poi tutti i fondi del governo sarebbero depositati presso la Banca Centrale. Le sue filiali prenderebbero il posto delle nostre sotto-tesorerie. Sarebbe la banca delle banche, dove altre banche potrebbero riscontare le loro banconote, o prendere in prestito titoli, ricevendo così la valuta che sarà emessa dalla Banca Centrale.” Non è un caso che il debito pubblico, che diventa obbligatorio quando uno Stato “smarrisce” la sovranità di creare denaro, venga oggi comprato dalle stesse 11 banche sia in Italia che negli Stati Uniti... Occorre quindi certamente un armistizio transatlantico dove, mettendo in comune tutte le risorse di intelligence, si venga finalmente a capo di questo scandalo mondiale permanente.