
L’interesse per la upper class americana, votata egoisticamente al proprio esclusivo piacere, caratterizza tutta la produzione di Jay McInerney, che ci offre uno spaccato cinico e disincantato della vita dissoluta di personaggi di successo, tutti impegnati in relazioni a lungo termine, ma attratti in modo incoercibile dal tradimento; è infatti questo uno dei temi principali delle due short stories qui presentate. Nel primo racconto, I Love You, Honey, Lora assiste in diretta televisiva al crollo delle Twin Towers di New York e, preoccupata, cerca di contattare il marito. Quando finalmente risponde al telefono, Liam è ancora ignaro del disastro.La spiegazione è piuttosto ovvia, ma la gioia di ritrovarsi spinge Lora a non farsi troppe domande. La tregua però dura poco; e la moglie sarà disposta a colpire anche se stessa pur di ferire il marito. Nel secondo racconto, Putting Daisy Down, Bryce e Carly sono una coppia sposata che, in attesa del primo figlio, si è appena trasferita fuori città.Anche in questo caso la moglie tradita (e informata della relazione adulterina dall’amante stessa) sceglierà un modo molto indiretto e subdolo per punire il marito. McInerney ci pone quindi di fronte a due coppie disfunzionali molto simili: i mariti fedifraghi sono uomini deboli e ipocriti; le donne, livide di rancore, escogitano crudeli vendette ma non rompono il matrimonio pur di non rinunciare al loro status altoborghese.“Somehow, three years before, they’d both believed that marriage would be the cure for a malaise they’d never named or spoken about…”“In qualche modo tre anni prima avevano entrambi creduto che il matrimonio fosse la cura di un malessere al quale non avevano dato un nome e del quale non avevano neppure mai parlato…”