
"En 1983, Yann a partagé son rêve avec 50 millions de Noah, et c’est le plus important pour lui. Lui, l’héritier d’Arthur Ashe, qui sait trop l’impact que peut avoir un tel moment sur un gamin. Lui, le métis que ses potes appellent Bamboul’, qui reçoit des lettres racistes et qui devient le symbole d’une nation autour duquel les Français vont se rassembler. Lui, le leader d’un tennis français qui n’avait pas gagné depuis Marcel Bernard en 1946, et qui n’a toujours pas gagné de Grand Chelem chez les hommes depuis. C’était il y a quarante ans. Et c’était tout sauf un accident." Le dimanche 5 juin 1983, Yannick Noah remporte la finale de Roland-Garros en battant Mats Wilander sur le court central. À l’occasion de ce quarantième anniversaire, il revient, avec Antoine Benneteau, sur les coulisses et les personnages de cet âge d’or du tennis.
Questo libro non è una biografia, ma piuttosto una galleria di tutti i momenti che hanno reso Yannick Noah uno dei più grandi tennisti francesi di tutti i tempi. La sua brillante carriera, culminata nella vittoria al Roland Garros del 5 giugno 1983, viene ricostruita in modo commosso e incalzante attraverso gli incontri e i suoi allenatori, come Patrice Hagelauer, che lo ha seguito per undici anni. Yannick, un giovane “café au lait” (come amava definirsi, nato da madre bianca e padre nero) che ha iniziato dal nulla e ha costruito la propria carriera quasi da solo, con un fisico acrobatico, atletico, vincente, con una personalità carismatica, eclettica, con la determinazione che gli ha permesso di inventare un modo di allenarsi molto moderno, lontano dai media. Quello che rimane della vita di un grande tennista, di un vero campione, si ritrova nel Noah è stato ed è tuttora un uomo poliedrico e pieno di sfumature. Dopo l’abbandono dei campi e un periodo da capitano della squadra francese di Coppa Davis, si è esibito come cantante e artista. Sempre però accompagnato da un tratto non si è mai distaccato dalle sue origini africane. L’ennesima riprova nel 2017 quando, dopo la scomparsa del padre, ha ereditato il ruolo di capo villaggio del distretto di Etoudi, in Camerun, suo paese d’origine, dove in prima persona si occupa del benessere di bambini e anziani, trascorrendo lì dai sei ai sette mesi all’anno. La storia di un mito che ha segnato il tennis europeo e mondiale e di un uomo alla continua ricerca della propria strada.
by Yannick Noah